Strana sensazione quella di entrare in un terreno conosciuto. Una sensazione di comfort prende piede a bordo: conosciamo già certi posti dove andremo, ritroviamo degli amici, facciamo la doccia più volte alla settimana. Dopo qualche mese all’avventura siamo stuzzicati non più dallo sconosciuto ma dall’autunno: abbiamo smesso di combattere contro il caldo: Winter is coming. Bisogna arrivare prima in baia per sapere dove dare ancora, tiriamo fuori le coperte, le sciarpe, i berretti. Ritroviamo il piacere di mangiare in quadrato, apprezziamo quando il sole ci scalda la pelle verso mezzogiorno.
Se il grande caldo è finito, non si può dire la stessa cosa della stagione: i turisti che hanno scelto di evitare l’alta stagione di luglio e agosto sono la! Bonifacio è ancora piena di gente in vacanza, ma il prezzo del porto è già passato in categoria media-stagione. Ritroviamo tariffe accettabili con servizi piacevoli: docce e bagni sono a 150m dalla barca. Facile. Ma questa tappa non è che un breve stop: un colpo di vento deve passare sulle bocche e non bisogna che ci attardiamo! Per qualche giorno, saremo di bolina, in condizioni dure: 25 nodi e mare agitato. Fortunatamente ci sono sul nostro percorso delle belle baie e degli ancoraggi ridossati. Apprezziamo per l’ultima volta le acque turchesi e la sabbia fine, approfittiamo delle temperature non esagerate per andare a fare quattro passi in montagna.
Ad Ajaccio, abbiamo appuntamento con il giovane e primo fablab Corso (http:77fablabajaccio.com/), e siamo colpiti dal lavoro che Marylin Richard è riuscita a fare in solo tre mesi. Il fablab è ospitato nei locali del Credit Agricole Corse, e beneficia di una grande superficie. Il suo futuro promette bene, abbiamo voglia di vedere il seguito!
Approfittiamo del nostro scalo ad Ajaccio per fare un cambio di equipaggio, e ci passiamo anche tutto un week-end. Per non pagare il porto -cosa obbligatoria visti i fondi di Lab-Rev- diamo ancora vicino a riva. Il primo giorno tutto bene, mentre il secondo giorno tutto si complica: il vento si alza rapidamente. Vogliamo ritornare a bordo, e al momento di risalire sul tender, vediamo la barca allontanarsi! Parte verso una piccola barca a vela vicina ma le passa vicino per davvero pochissimo. Saliamo, accendiamo il motore, ma la nostra ancora si è presa nella catena della piccola barca a vela. Malgrado numerosi tentativi per liberare le ancore, non vuole saperne di venire. Il vento aumenta ancora, e ora sono tutte e due le barche, la nostra e la piccola, che arano. E arando si dirigono verso una terza barca, una barca a vela più grande che era sotto vento. Presi in questo pasticcio, non abbiamo altra soluzione che lasciare tutta la nostra linea d’ancora sul fondo! Ci sono 18 metri di profondità: sarà dura venire a recuperarla. Ma fortunatamente il nostro partner Croisiera (http://www.croisiera.com/) ha la base ad Ajaccio, e dispongono di bombole da sub. Stephen verrà per liberare i tre ancoraggi sul fondo e troverà un bel pacchetto di nodi! Le catene sono bloccate su un relitto, ma nonostante tutto riusciamo a recuperare la nostra ancora e la nostra catena. Grazie Croisiera! Cerchiamo di contattare il proprietario della piccola barca ma chi contattiamo non sembra molto preoccuparsene. Lasciamo quindi le due barche l’una vicino all’altra e ripartiamo l’indomani mattina.
Dominique, il papà di Olivier prende il posto di Cassandre che sbarca dopo 3 mesi a bordo. Un rinforzo è ben gradito siccome ci apprestiamo ad attraversare verso il continente. Si comincia con una tappa verso le isole Sanguinaires all’uscita della baia di Ajaccio.
Il giorno dopo approfittiamo di un vento favorevole per fare rotta su la Girolata, un ancoraggio molto ben protetto: un groppo è atteso e dobbiamo ridossarci. Ci rimaniamo bloccati per 48h, e ripartiamo direttamente in direzione di Antibes non appena c’è un pò meno mare.
L’inizio della traversata promette bene: andiamo via a 5,5 nodi di bolina, praticamente in rotta diretta. Come previsto il vento gira, e noi viriamo. Ma questo vento troppo debole non ci permetterà di avanzare contro la corrente residua che si è creata in seguito al groppo dei giorni scorsi. Accendiamo il motore verso mezzanotte rassegnati. All’alba il mare è calmo, zero vento, e incrociamo diversi cetacei. Dei delfini vengono a giocare intorno alla barca, e ci sembra di vedere una balena in lontananza. Ma è qualche ora dopo che abbiamo fatto un incontro impressionante: vediamo una balena a 500 metri davanti a noi in superficie, e quando le passiamo a 50 metri su un lato, non sembra preoccuparsi della nostra presenza. Spegnamo il motore e per un quarto d’ora la vediamo respirare e rilassarsi dolcemente a pelo d’acqua! Non siamo che a 50 km dalla costa e lo spettacolo è incredibile!
Arriviamo senza problemi a Antibes, il vento ci permetterà anche di dare spy per un’ora.
Questo scalo è un luogo di incontro privilegiato perchè siamo attesi dal Navlab (http://navlab.avitys.com/), primo fablab nautico. Bruno Messin il fondatore era venuto in Bretagna per aiutarci in cantiere l’inverno scorso, è dunque con piacere che lo ritroviamo nel sud della Francia. Il Navlab è in centro ad Antibes, e come nostra abitudine andiamo a visitarne i locali, prima di invitare i membri a visitare Karukera. Dispongono di un laboratorio con macchinari classici per la fabbricazione a controllo numerico, di due sale destinate al coworking, di una sala riunioni e di una terrazza, il Navlab ha la particolarità di non essere un open-space, a differenza dei fablabs. Questo permette ai coworkers di non essere distratti dal rumore dei Dremmel!
Comodo.
Incontriamo poi la persona che traduce il nostro blog in italiano dall’inizio del viaggio: Paolo! Che piacere incontrare di persona qualcuno con il quale abbiamo avuto
contatti solo attraverso internet. Ed oltre a fare le traduzioni, ci porta diversi utili consigli su come intraprendere il canal du midi. Essendo istruttore di vela a Les Glenans sulla base di Onglous, conosce bene la navigazione in questa zona. Ci presterà una carta del canale du midi, e anche un’antenna GPS, che funziona a meraviglia
attaccata alla nostra centrale di navigazione. GRAZIE PAOLO !!!
Patendo da Antibes, siamo solo più due a bordo (Olivier e Adrien): Dominique è partito, e dobbiamo andare a Palavas les flots. Presenti a bordo dall’inizio del viaggio, l’equipaggio è ben rodato e la navigazione non ci presenta problemi. La prima tappa è fastidiosa: navigheremo solo a motore fino alla baia di Agay, dove ancoriamo davanti ad un villaggio Pierre & Vacances. Abbiamo fatto ancoraggi più esotici, ma il posto è ridossato, non ci lamentiamo.
Il giorno dopo siamo fortunati: la meteo è perfetta, navighiamo al traverso e poi al portante! Passiamo nel bel mezzo di una delle regate di Saint Tropez, fa piacere vedere delle barche che navigano a vela!
Il vento ci permette di macinare 50 miglia in un giorno, e la sera è a Porquerolles che ci fermiamo. E nel momento buono, siccome le nuvole che ci hanno permesso di assistere ad un tramonto magnifico, causeranno un temporale enorme suul’isola.
Volendo andare a Marsiglia in giornata, un dubbio ci assale dal mattino: c’è molto vento, si toccano i 50 nodi sotto raffica in porto. Deve rinforzare su Porquerolles in giornata, ma deve diminuire andando verso ovest. La manovra di porto non è facile, in due con tutte queste raffiche. Ma ne usciamo bene, e dall’imboccatura del porto, scivoliamo via! Con un quinto del genoa srotolato a prua, andiamo via a 6 nodi circa. Le condizioni muscolose non ci impediscono comunque di fare qualche foto, le onde sono corte, le raffiche violente, ma restiamo positivamente impressionati per il comportamento molto marino di Karukera che un’altra volta si difende molto bene in queste condizioni forti. Surfiamo le creste delle onde vicino alle calanques di Marsiglia, e le planate intense sono magiche mentre vediamo apparire la città Phoceenne nel mezzo delle isole calcaree!
A Marsiglia, incontriamo David Ben Haim, uno dei cofondatori de la Charbonnerie, un futuro fablab. Marinaio ed ingegnere, abbiamo già discusso con lui a proposito dell’idrogeneratore e della centrale di navigazione. Ci confrontiamo su numerose migliorie che potremmo apportare ai nostri prototipi, e lui non ha aspettato: ha già costruito la centrale di navigazione attraverso lo schema open-source disponibile sul nostro Wiki (http://wiki.lab-rev.org).
Visiteremo in seguito la Charbonnerie (http://www.lacharbonnerie.com/), ancora in allestimento, che diventerà un laboratorio partecipativo comunitario. Il posto si compone già di uno spazio di coworking operazionale che ha il suo senso: 5 amici hanno bisogno di una scrivania, e si associano per condividere il luogo di lavoro. Siccome hanno bisnogno di macchinari adatti al loro lavoro tanto vale condividerli! Dispongono di macchine a controllo numerico, ma anche di maccchinari per fabbricazioni classiche: si tratta di un laboratorio in centro città dove si può costruire, sistemare, incontrare! Abbiamo voglia di vedere a cosa assomiglierà il posto quando aprirà, e per ora non postiamo nessuna immagine ma lasciamo spazio alla vostra
immaginazione!
Dopo un necessario rifornimento, lasciamo Marsiglia senza completamente vento. L’anemometro indica 5 nodi: è il vento creato per la nostra velocità a motore. Siccome si tratta di una delle nostre ultime tappe in mediterraneo, ci resta così un buon ricordo di queste condizioni incontrate troppo sovente! L’ultimo ancoraggio sarà probabilmente il peggiore (e speriamo che sarà sempre così) di 6 mesi di navigazione: davanti a Fos-sur-mer, una baia protetta tra cargo e terminali petroliferi che segna il nostro ingresso nel territorio delle zanzare! Fortunatamente che fa già freddo siccome c’è ne sono dappertutto, e noi ci chiudiamo all’interno della barca.
Il giorno dopo ci alziamo e sono 45 miglia che dobbiamo fare a motore per arrivare a Palavas. Fortunatamente un pò di vento si leva per migliorare la nostra velocità a motore, siccome la nebbia del mattino non è solo nei nostri occhi mal svegliati. Le zanzare ci hanno rovinato il sonno, e navigheremo in quarti tutto il giorno per recuperare le ore di sonno perse. E’ fondamentale perchè alla sera dobbiamo incontrare amici che non vediamo da un pò, e un poco di festeggiamenti ci faranno bene! Troviamo anche l’energia per fare l’ultimo prelievi di plancton in mediterraneo, ed Eolo, come per farci un regalo, si mette a soffiare per un’oretta giusto per dare spy fino all’arrivo!