MoisMay 2015

Lavori di riparazione, Capitale.

Ripartiamo da Nazaré per Lisbona, doppiamo il Cabo da Roca, il punto
più a ovest dell’europa: che bello volgere la prua all’est! Già di primo
mattino, sentiamo il brusio della stampante 3D: ci sono diverse
componenti da riparare dei nostri prototipi a bordo di Karukera!
Ci siamo prefissati una sfida: riaparare l’idrogeneratore prima di arrivare sul Tago,
siamo riusciti, ma uno di noi metterà un piede sopra una pala… ne rifabricheremo
ancora!
Arrivati a Lisbona, le nostre preoccupazioni sono ben lontane dal fado e dal tram 28: dov’è Leroy-Merlin e i negozi di ricambi? Come si dice “barra filettata” e “puleggia” in portoghese?
Riusciamo a trovare tutti i pezzi che cerchiamo, ma dopo 48 ore, non abbiamo ancora visto granchè della città. Fortunatamente la mamma di Adrien ci ha raggiunti e approfittiamo per visitare un museo e camminare un pò!
L’obbiettivo a Lisbona è anche di visitare i fab labs e gli altri luoghi di fabbricazione digitale che ci sono! Corriamo a visitare il fablab EDP, (omologo di EDF in francia: http://www.fablabedp.edp.pt/en), che lavora sia con aziende che con privati. Lavorando sia sulla realizzazione di circuiti elettronici “fatti in casa” sia sulla finizione di componenti 3D, e siamo molto colpiti dal lavoro che riescono a fare in 3 dipendenti! Questa calorosa accoglienza ci fa dimenticare i pullman di turisti
che arrivano in continuazione per fare del “selfies” vicino al marina…
Verranno in seguito a visitare la barca e ci porteranno il basamento di una pala del generatore eolico e una pala dell’idrogeneratore,
Sarà necessario poi riassemblare il puzzle, e partire più presto possibile per non pagare una notte al porto in più!
In bianco e nero il risultato è buono. Ci eravamo abituati ai colori, così
sembra più professionale, bisogna fare attenzione!
Lisbona ci ha permesso di incontrare molti appassionati makers, e ci teniamo personalmente a ringraziare i fab labs che ci hanno aiutato! Zbis (http://zbis.fr) che all’inizio ci aveva stampato le estremità delle pale in francia, il fab lab EDP (http://www.fablabedp.edp.pt/en), Leds&Chips (http://ledsandchips.com/)
e anche Gino del hackerspace di La Coruna (http://bricolabs.cc/)! Ma dopo una settimana tra il rumore dei treni e delle auto, non siamo scontenti di ripartire. Ines è rientrata in Francia, e noi ci dirigiamo a Faro dove ci raggiungeranno nuovi membri dell’equipaggio.
La costa dell’algarve e un buon vento ci attendono!

Sfortuna portoghese : De Baiona a Nazaré

Congiunzione astrale? Nettuno di cattivo umore? Sfortunato concorso di circostanze? E’ mai possibile che siamo così sfortunati in questi giorni…
Prima di tutto la meteo, che ci ha bloccati diversi giorni a Baiona sotto la pioggia e
delle raffiche a più di 50 nodi. Abbiamo passato giorni interi sotto coperta, a lavorare, aspettando che si calmasse il tempo per poter uscire. Non aiuta il morale, soprattutto non appena abbiamo scoperto che il generatore eolico si è rotto urtando i pannelli solari… Il vento ha spinto i pannelli solari, che si sono sollevati, e le pale del generatore eolico li hanno urtati. Avevamo provato a mano a vedere di quanto avrebbero potuto muoversi, ma sembra che il vento sia stato più forte delle nostre braccia! Le pale si sono rotte a metà, una  ha strappato un pezzo del mozzo, il generatore eolico versione 1 è molto danneggiato!
Il giorno successivo, una breve finestra meteo ci ha permesso di partire per Porto, di bolina e onda ancora molto presente, 4 metri al mattino! Tiriamo bordi, e lasciamo le isole Cies tra le nuvole.
Qualche ora più tardi, il mare si calma. Passiamo davanti all’estuario del Rio Minho, che segna il confine tra Spagna e Portogallo. E’ ora di cambiare insegne, issiamo la bandiera portoghese rossa e verde!
Dopo due giorni di scalo a Porto, occupati a lavorare, stampare nuove pale per il generatore eolico, ed un po’ di turismo, ripartiamo a sud non appena la meteo diventa favorevole (o meglio, meno sfavorevole che prima). La giornata di navigazione finirà a motore, a causa della mancanza di vento. Il motore però fa uno strano rumore, e ci accorgiamo che alcuni bulloni di fissaggio si sono svitati.
Dopo qualche ora nel compartimento motore, possiamo ripartire, e un’ andatura favorevole e con il sole che si decide a splendere! Ottimo umore a bordo, peschiamo e continuiamo a cucire un tendalino di protezione contro la pioggia.
Leo fa dei test per migliorare il generatore idraulico. Il cavo anti-torsione che unisce l’elica al generatore deve essere messo in chiaro dopo ogni utilizzo, si tratta di un’operazione lunga e fastidiosa. Vedasi il video sul generatore idraulico:

Il nuovo modo per metterlo in chiaro è molto semplice, basta togliere l’elichetta e buttare il cavo in mare. I nodi si tolgono piano piano mentre la barca avanza. Per rendere quest’operazione ancora più rapida, Leo ha la brillante idea di sostituire il grillo che tiene l’elichetta al cavo con un moschettone, che si apre non appena recuperiamo il cavo… L’elichetta così resta in acqua definitivamente persa in mare!
Eh vabbè, una nuova sfida: stampare una nuova elichetta per l’idro-generatore prima di arrivare a Lisbona!
La navigazione sennò prosegue tutta la notte con rotta sud, sotto spy. La stampante 3D intatno lavora per finire le pale del generatore eolico.
All’alba, uno strano sentimento di dejà-vu ci pervade… L’altro frenello si è rotto! Questa volta però le condizioni sono molto più maneggevoli, lo ripariamo velocemente con uno stroppo e ci dirigiamo verso il porto più vicino, Nazarè.
Dopo qualche ora di sonno, una doccia e la sostituzione del frenello, assistiamo all’uscita dal porto delle barche da pesca, tutte decorate per una processione in mare.
Ripartiamo la sera, direzione Lisbona, iniziando la costruzione del nuovo idro-generatore!

Scali in Galizia

Dopo le nostre peripezie in mare, la sosta a La Coruna è un tocca sano! Docce, riposo e spesa sono in programma! Ne approfittiamo per inviare i video a Olivier La
Combe (http://www.echoesprod.com/) che realizza il filmato della prima tappa:

 Abbiamo visitato Bricolabs (http://bricolabs.cc), l’hackerspace di La Coruna, che è ospitato nel Domus, il museo di storia naturale della Galizia. Siamo accolti da una simpatica comunità di makers con i quali discutiamo dei nostri rispettivi progetti.

bricolabs

Raccontiamo dei nostri problemi con la centrale di navigazione, e il giorno dopo
portano il loro potente materiale a bordo di Karukera: troviamo una piccola interferenza elettromagnetica con l’aiuto di un oscillloscopio, e hop, l’AIS (un sistema che permette di rilevare le grandi navi sulla carta) funziona! Inoltre ci regalano 40 litri di olio di frittura riciclato, ed anche un piccolo robot che farà il giro dei fablabs del mediterraneo con noi. #Escornabot (http://escornabot.com/web/) ha uno scopo educativo: è destinato ai bambini dai 6 ai 10 anni, esiste solo in kit per per avviare i giovani allievi alle basi della programmazione!

escornabot

Dopo i primi 700 primi Km, il Karukera necessita di un piccolo check-up. I frenelli del timone sono sostituiti con dei nuovi, e Olivier prepara una barra di rispetto per il timone. Speriamo di non usarla mai, ma siccome si usa dalla cabina di poppa perchè non usarla quando piove?

drosse

Una salita in testa d’albero è necessaria per controllare puleggie e sartie. Ottimizziamo il tutto, ma in generale tutto è a posto!

check up mât

Bilancio quindi molto positivo in questo scalo dove abbiamo anche ben approfittato delle tapas e delle birre, con Celine (http://martineenbateau.com/a-propos/), una barca stoppista che tornava da un giro dell’atlantico e continuava verso la Norvegia. La barca è pronta, e noi ripartiamo con Ines, verso le isole Cies.

ines nouvelle equipière

La prima giornata di navigazione non è molto facile per chi non è ancora abituato al mare: il poco vento e le grandi onde creano un rollio che non si riduce mai. Ci fermiamo rapidamente a Muxia per dormire qualche ora, il tempo di gustare un piatto caldo! Un piccolo imprevisto: i nomi dei nostri sostenitori scritti sullo scafo sono vittima di chi sporge la testa fuori della barca… Siamo spiaciuti per i Kissbankers, ma viste le onde, è tutto velocemente pulito! Il mitico Cap Finisterre ci offre delle condizioni talmente clementi che possiamo sfiorarlo. Questa bella giornata ci permette di approfittare fino in fondo del sole e del caldo che per ora non ci aveva molto accompagnato fino a qui. Tutto va bene a bordo!

finisterre

Giunge anche il momento di tirare fuori le lenze per pescare! Funzionano molto bene, e peschiamo tre sgombri e un’aguglia (orphie in francese). I filetti vengono tagliati e preparati da Adrien, così abbiamo anche dei buoni antipasti a bordo.

fishing

Arriviamo alle isole Cies di notte, tirando corti bordi in un vento leggero. Le isole ch scopriamo alzandoci al mattino sono magnifiche! Kayak e trekking sono in programma, tiriamo dei bordi tra le isole intanto che chi è rimasto a terra ci fotografa!

cies at anchor_1

cies sailing_1

Dobbiamo lasciare questo piccolo paradiso prima del previsto per rifugiarci a Vigo, un colpo di vento è in avvicinamento.

vigo fait pas beau

Appena arrivati, malgrado la pioggia battente, partiamo alla ricerca di strumenti musicali in città. Olivier e Adrien non hanno potuto prendere i loro ottoni, e la frustrazione aumenta. Troviamo finalmente un piccolo yukulele e un flauto! Altri tentativi di svago saranno un fallimento, e restiamo meno del previsto con il pretesto che il porto è assai costoso. Tiriamo bordi in direzione di Baiona dove ci aspettano amici incontrati a La Coruna!